giovedì 18 giugno 2015


<...quando me ne andrò di nuovo da qui, non tornerò più. Per il momento, tuttavia, me ne sto seduto sulla collina che domina il piccolo parco situato nel centro di questa cittadina di provincia. Su quella stessa panchina dove venni per la prima volta con Allegra. Ed è triste pensare che lei sia tanto vicina, quanto irraggiungibile. Non è stato facile per me accettare questo cambiamento. Un tempo le nostre vite erano una sola. Noi due eravamo una cosa sola. E dentro di me, infondo, credo fermamente che sia ancora così. Anche se umanamente parlando è tanto difficile, quanto pensare che lei ora sia una delle tante stelle che brillano anni luce lontano da qui, nel cielo notturno.
Io, invece, sono rimasto nel vuoto spettrale dell’infinito buio che le ospita.
Le foglie sugli alberi di questa macchia verde nella città, hanno appena iniziato la loro lenta caduta che annuncia l’arrivo della stagione fredda. La brezza che si solleva le muove e alcune abbandonano i rami per planare sulla ghiaia dei viottoli. Gli uccelli cantano e l’aria è pervasa dall’odore di resina e di terra, che non assomiglia affatto a quello di cemento e smog della mia città natale. 
La prima volta che incontrai Allegra, non immaginavo che la mia vita avrebbe preso la piega che ha ora. Mi sono innamorato di lei in un giorno. Anzi, meno. Credo che tutto sia avvenuto in un paio d’ore al massimo. Difficile stabilire in quanto tempo si genera un sentimento che senti nascere dentro di te. Dapprima come una minuscola piantina che si affaccia timida dal terriccio, ma che in seguito chiede sempre più spazio fino a diventare troppo ingombrante, perché un vaso la possa contenere....>

da "Allegra: l'amore è una cosa semplice"


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