lunedì 22 giugno 2015


Fin dal principio di tutti i tempi, la danza esisteva ed era presente in ogni forma vivente. Nasce dalla vita, dalla natura fino alle movenze di alcuni animali. Con l’avvento dell’uomo, questo diventò il mezzo più efficace e naturale per esprimerla e per esprimersi. La danza accompagna da sempre l’umanità, perché permette di trasferire una vastissima varietà di emozioni, messaggi e significati sociali in praticamente tutte le culture del mondo.
Storicamente, ballare ha celebrato con enfasi e partecipazione eventi periodici, come il cambio di stagione e i riti di fertilità, oppure avvenimenti speciali, come la nascita e la morte, l’ingresso nell’età adulta, il corteggiamento e il matrimonio. In particolare, la danza tribale è servita come addestramento per la caccia o la guerra, sottolineando prestanza fisica e coordinazione di gruppo. 

La danza simboleggia la vita stessa, anche se oggi in troppi hanno dimenticato di possederla come dono fin dalla nascita, lasciandola nascosta in qualche angolo remoto del loro cuore, a volte così in profondità che  ritrovarla potrebbe richiedere tempo e fatica. Ma vi è una memoria del sangue che ci parla, che scorre in noi con tutti i suoi ricordi. La danza è l’evocazione dell’intima natura dell’uomo attraverso la quale trova radice l’inconscio. Esprimersi è tutto, è una necessità che va ricercata attraverso il movimento. E’ a questo punto che il flusso di vita ci raggiunge e, mentre l’individuo assume grandezza, quanto c’è di personale e nascosto, si farà sempre meno personale ed inizierà ad emergere.  Il movimento non mente mai, è come un barometro in grado di misurare, per chi lo sa leggere, la temperatura dell’anima. La cosa più importante è ricordare l’assoluta unicità che possiede ognuno di noi: se tale unicità non si realizza, qualcosa va perduto.

Estratto da <DANZAMI> il libro - Amazon -


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