domenica 23 agosto 2015

Guardo l’ora. Le cinque e mezza. Sorrido al pensiero e ne provo sollievo. Tutti i giovedì degli ultimi quindici anni della mia vita, a quest’ora precisa, sono sempre stata in sala prove, alle prese con la prossima sfilata,
a litigare con gli orli e le cerniere, a disperarmi con i tacchi troppo alti e le gonne troppo corte. Ora quei momenti sembrano lontani anni luce. È strano  ritrovarsi qui a casa, libera di fare ciò che voglio, libera di mangiare quello che più mi piace, senza dover sopportare gli isterismi delle colleghe e le loro inquietudini sempre e solo rivolte al tipo di dieta che stavano seguendo.
Faccio un lungo respiro, chiudo la porta e vorrei, anzi meglio, dovrei mettermi a stirare quella montagna di roba che da giorni mi guarda inchiodata nel suo angolino. Monto l’asse da stiro in camera, così metto subito via tutto.
Accendo il ferro e lo riempio d’acqua. Seleziono gli indumenti più urgenti e inizio il mio lavoro tra il vapore e il gradevole profumo di ammorbidente. Non accendo né la tele, né la radio, preferisco godere del silenzio. Dopo circa mezz’ora l’acqua nel ferro da stiro si esaurisce. Sarei quasi tenta di ripristinarla, ma non è che ne abbia  molta voglia. Fisso le foto appese alla parete, ripongo l’ultimo paio di jeans al loro posto e mi siedo sul divano del salotto esausta. Il sole è tramontato e si scorge un velo rosso all’orizzonte che preannuncia l’avvicinarsi delle ombre della sera.
Dall’ultimo piano di questo appartamento vedo bene i tetti delle case, il cielo, perfino un aereo appena decollato che lo attraversa. Presa dalla nostalgia o da chissà quale bisogno, prendo dallo scaffale la scatola rossa ...








da <Allegra: l'amore è una cosa semplice> 




venerdì 7 agosto 2015

         
 Il momento dell’approdo è tra i miei preferiti. La preparazione avviene in modo silenzioso e concitato. L’eccitazione che si vive in questi attimi è palpabile, in un misto crescente di nervosismo e tensione. Il capitano sbarca per primo e tenta di eludere i guardiani della costa. Noi attendiamo che alcuni ufficiali abbiano perlustrato a grandi linee la zona. Una volta individuate le principali fonti di viveri e bottini se ne barattano un po’ scambiandoli in denaro. Al segnale del capitano tocca a noi. Ci confondiamo nella folla, tra gli altri marinai. Più il porto è grande, più l’impresa si fa semplice. Ognuno prende una diversa direzione ma tiene sempre un occhio puntato sul capitano. E’ lui infatti che una volta liquidate le guardie, ci indirizza verso i punti più strategici. E lì ha inizio il saccheggio. È come un gioco, ci si diverte un mondo.
Chi è solo si riempirà le mani e le tasche di piccoli oggetti d’oro, d’argento, pietre preziose, ma anche spezie e stoffe di ogni genere, soprattutto seta. Se alcuni riescono a raggrupparsi porteranno un po’ di tutto. Barili di birra e acqua, galloni di vino o rum, scatole di tabacco, sacchi di carne e di sale. Al contrario di quanto si possa pensare non è un’impresa rischiosa. Talvolta capita che qualche guardia s’accorga che c’è qualcosa di strano, ma il più delle volte sono tonte e distratte. E soprattutto si rivelano essere dei mediocri spadaccini. Personalmente non discuto mai. Non sono bravo con le parole. Al contrario del nostro capitano che ha fatto di questa dote un’ineguagliabile arma di difesa e di raggiro. E così faccio scudo a chiunque mi si pari davanti. Non sempre a costui viene risparmiata la vita.

da <Leggenda di un Pirata> 


martedì 4 agosto 2015

 “Voi ragazzi che vi affacciate alla vita, che vi trovate di fronte a delle scelte, ricordate che non sempre la strada più comoda, quella già spianata, quella che ora può darvi la sicurezza, sia necessariamente quella giusta. Non scegliete per gli altri, ma per voi stessi! La vita è vostra, siete voi gli unici in grado di decidere.  Non temete se le vostre scelte non corrispondono a quello che fanno tutti. Non temete di uscire dagli schemi. La vita non è un tabellone dettagliato con un programma da seguire. La vita va vissuta. E va vissuta a pieno, con gli errori e le sconfitte. Perché gli errori ci saranno comunque, anche se sceglierete la via asfaltata, quella più sicura, perché quella tortuosa non dà

certezze. Fate crollare i muri delle certezze e osate l’impossibile. Superate i vostri limiti, i vostri ostacoli, perché ne trarrete solo una grande gioia e soddisfazione. Questo, cari ragazzi, è quello che vi auguro.”
da: <Il profumo del mio sogno> Amazon ebook 


domenica 2 agosto 2015

 Quando osservi un quadro o un’opera d’arte, sai già che per ottenere quella qualità e bellezza che ce li fanno apprezzare, ci sono voluti anni di studio e di impegno. Ed è proprio lo stesso tipo di qualità che, attraverso la tecnica della danza, mostrerai attraverso il tuo corpo. Il tipo di esercizio connesso alla danza, è adatto a un maggior numero di persone di quanto non lo siano il jogging e il movimento aerobico in generale. Ma al contrario di questi due esempi, gli esercizi della danza aumentano d’intensità progressivamente, rafforzando cuore e polmoni, dando così la possibilità al tuo corpo di abituarsi con le giuste tempistiche. Non solo: la danza è in grado di plasmarti, di modificare il tuo atteggiamento, la scioltezza, la postura, tutti vantaggi che non perderai ma che, una volta acquisiti, rimarranno per sempre. 

da <Danzami> La grammatica del movimento - Amazon - ebook e cartaceo


giovedì 23 luglio 2015

 Ho scelto una canzone che amo: “Strano il mio destino” di Giorgia. Rappresenta il mio inno all’amore. E vorrei cantarla per il mio uomo, l’unico che mi fa sentire felice e innamorata. Trovarmi sola al centro del palco e cantare per lui, consapevole della sua presenza che, dalla prima apertura del sipario, è lì che attende questo momento. Il mio lui immaginario, l’anima gemella che le persone aspettano tutta la vita e che non arriverà mai, perché esiste solo nei sogni. Lo incontro ogni sera, quando attraverso il mio diario, mi rivolgo a lui e gli racconto la mia vita. Qualche volta mi succede di vederlo anche di notte, come è accaduto poco fa in sogno. E mi sono arresa anche a questa realtà. Mi va bene e ho imparato ad accettarla. Nei sogni nessuno ti ferisce, nei sogni non si soffre. I sogni sono come li vuoi tu, come li crei, sono fatti per noi. A volte s’infrangono, è vero. Ma infondo basta crederci anche solo un pochino. Ed io nel corso di questi ultimi anni ci ho creduto davvero molto.
E penso di esserci andata vicina. Di aver sfiorato un sogno, di averlo accarezzato e subito dopo abbandonato. Non conosco le motivazioni. Forse non ero pronta, forse qualcosa è andato storto o, più semplicemente, ne ho avuto paura. E questa paura mi ha condizionata a tal punto da indurmi a fare scelte diverse. Scelte che col tempo mi sono pesate, di cui spesso mi sono pentita. Non è sempre bello dover soffrire per amore e spesso si sceglie la via più semplice, dimenticando ciò che per noi è davvero importante. E io ho dimenticato. Ho dimenticato quel momento. Il momento magico di cantare per lui. Lo sto ancora aspettando. E più il tempo passa, più mi convinco che non arriverà mai.

da "Allegra: l'amore è una cosa semplice" 

venerdì 3 luglio 2015

<... Papà mi parlava spesso dei pirati. Crudeli, feroci e forsennati pirati. Delinquenti! Esclamava indignato ed ogni volta che ne faceva riferimento era sempre per screditarli ai miei occhi. Ma chissà perché, le sue storie su di loro mi hanno sempre affascinata. Spinta dalla curiosità volevo saperne di più e gli ponevo mille domande. Non ho mai visto un vascello pirata, né avevo mai parlato con uno di loro. Infondo, non sembra poi così male. Ma la cosa più strana e curiosa è che la sua presenza non mi causa timore o ribrezzo ma, al contrario, ne sono attratta.
“Pirati” imbarcarmi e dedicarmi alla pirateria dove non esistono regole e si vive alla giornata tra bagordi e scorribande. “Nessun problema, andrà benissimo.” Jack cambia espressione. Ci scrutiamo per qualche istante soppesando le nostre presenze e la situazione creatasi che ha dell’assurdo.

Buio. Quel buio che poco permette di notare particolari nascosti. Di vedere oltre quel corridoio scuro che separa chi ci cammina dall’acqua sottostante. Ne puoi scorgere solo una parte, prima di vederlo inghiottito dalla notte. Ma laggiù il molo non è così solitario ed isolato come può sembrare. Sbuca una mano, poi un braccio che si aggrappa alle assi umide. Una figura spunta da là sotto, silenziosamente. Non si muove, osserva soltanto. Occhi felini che riescono a catturare anche il minimo particolare in quel nero notturno. E laggiù, infondo a quel molo, qualcuno ha visto tutto... >

da "Leggenda di un Pirata> Amazon libri 

giovedì 2 luglio 2015

... e  poi quei rimproveri duri, freddi che oggi mi hanno colpita in modo particolare. Mi hanno fatto sentire una pessima allieva. Una che di certo non si meritava un ruolo importante come quello che le è stato affidato. E poco a poco sento di perdere la fiducia in me stessa. Mi sento triste, imprigionata e l' ottimismo mi abbandona. Il mio ottimismo, al quale mi aggrappo di continuo, per non sentirmi diversa, per darmi sempre una speranza.
E in un momento come questo non poteva non riemergere il mio sogno. Il sogno di andare a Hollywood, che sento ora così lontano, distante anni luce. E lo vedo, come in una bolla di sapone, allontanarsi da me, dai miei desideri. Un sogno troppo grande che non avrei dovuto neanche fare. E quella bolla fragile, trasparente, impalpabile, è arrivata così lontana da non riuscire ormai più a vederla. E nel buio totale eccola esplodere e scomparire per sempre. ...

da "Il profumo del mio sogno" - Amazon Ebook -