venerdì 4 gennaio 2019

APPUNTAMENTO A ROMA
sabato 26 gennaio presso La Casa dello Scrittore

lunedì 30 aprile 2018

18 aprile 2018 

il terzo capitolo della collana STAR è ora disponibile 


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mercoledì 25 aprile 2018


7 aprile 2018

la seconda parte della collana STAR è disponibile 

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Non perdetevi la prima parte introduttiva si STAR 

prima di leggere <Su Ali Fatate>

molti riferimenti a quanto accadrà in futuro, intatti, li potete trovare solo qui

in offerta lancio scontato del 50% solo per un periodo limitato

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sabato 7 aprile 2018

21 MARZO 2018 

Il primo capitolo della collana STAR disponibile cartaceo e Ebook 
 Amazon Store

mercoledì 28 giugno 2017



AMORE 

AVVENTURA


qual'è l'EBOOK dell'estate
 più adatto per te?



venerdì 23 giugno 2017

ECCOLA!!!! DOPO 10 ANNI DALLA PRIMA EDIZIONE, <MY PIRATE> DIVENTA EBOOK!!!

Lo trovate su Amazon dove è anche possibile leggere e scaricare i primi capitoli GRATUITAMENTE!!!!!

martedì 20 giugno 2017

in arrivo per l'estate 
un nuovo ebook 
curioso?
...tra qualche giorno lo scoprirai... ;)

giovedì 12 novembre 2015

da: <IL PROFUMO DEL MIO SOGNO>

Stella al telefono!”
“E chi è? Non aspetto nessuna telefonata.”
“Bo, dice di essere un certo Daniele.” Poi mi guarda bene, nota che sono seduta sul letto anziché sulla scrivania. “Ma non dovevi fare inglese?”
“Infatti!” dico estraendo l’exercises book che avevo pensato bene di infilare sotto al fascicolo di Hollywood. Lei fa una faccia perplessa ma ci passa sopra.
Vado rispondere di malavoglia.
Daniele: ecco che ci risiamo. E questo chi lo sgancia più adesso?
“Sì, pronto.”
“Ciao Stella, eccomi qui come promesso, visto?”
“Eh già.”
“Allora come stai? L’altra mattina ti ho vista un po’ strana.”
Ma che vuole questo?!
“Non ero strana, te l’ho detto, stavo andando a scuola. Tu piuttosto, che ci facevi da quelle parti così di buon’ora?”
“Eeeehh…” il suo tono scialbo e biascicante ha il potere di irritarmi. “Non potevo aspettare, volevo vederti. No perché sai … non mi sembrava carino chiamarti subito a casa così, dopo tanto tempo.”
Avrei preferito che non mi chiamassi affatto.
“No, bé, figurati.”
“Dai allora: che si fa di bello?” incalza tutto entusiasta. “Ti passo a prendere sabato.”
“No … ecco..”
“Alle due va bene?”
“Ma veramente io …”
“E ci facciamo un giro in moto!”
Un giro in moto. Ho sempre invidiato le ragazze che hanno il tipo con la moto. Solo che non posso uscire con lui solo per il gusto di andare in moto. Ma se rinuncio e lo mando a quel paese potrebbe non esserci mai più un’altra occasione.
“Ti porto sul lago a prendere un gelato. Che ne dici?”
Cavoli , bello però. Quasi, quasi …
“Ecco … i miei non vogliono che vada in moto.”
“Nessun problema: ti passo a prendere in macchina, poi si fa un salto a casa mia, prendiamo la moto, andiamo a farci un giro e prima di riaccompagnarti a casa si ripassa da me a riprendere l’auto. ”
Ha già pensato ad ogni particolare.
“Sì, in effetti, se la metti così.”
“Allora ci si vede sabato alle due!”
Fa per salutarmi e lo blocco. “Aspetta ma … tu non sai dove abito!”
“Via Garibaldi, giusto?”
Anche questo sa?!
 “Scusa ma come fai a saperlo?”
“Ho i miei informatori.”
Informatori?! Ma che cavolo sta dicendo?
“Ti ricordi di Giuseppe?”
O ma questo li conosce tutti!
“Ti riferisci al fratello di Sonia?”
“Sì proprio quello. È stato lui a dirmi dove ti avrei potuta trovare.”
“Ah.”
“E così, visto? Detto, fatto. Che fortuna eh?!”
“Eh, proprio una vera fortuna.”
“Allora a presto, ciao!”
Riaggancia lasciandomi immobile a fissare la cornetta del telefono dalla quale esce solamente un tiepido e noioso tu, tu, tu, tu, tu
 Imbambolata ad osservarla mi domando: ma cosa è successo? Cioè, ha fatto tutto lui! .....> 

continua a leggere la storia di Stella nell'ebook <Il profumo del mio sogno> in vendita su Amazon

martedì 25 agosto 2015

E TU CHI SEI?




<...la Danza è la manifestazione dell’energia vitale che si esprime attraverso il corpo. Ecco perché è bella da fare e da osservare. Forse tu ne sei un praticante attivo oppure solo un simpatizzante o uno spettatore, oppure hai questo grande desiderio di imparare che non ha ancora trovato sfogo. Qualunque sia la tua situazione, sicuramente stai cercando il modo di incontrare questa disciplina più da vicino, conoscerla a fondo, viverla. Però non ne hai avuto la possibilità, magari per dedicarti di più ai tuoi studi e poi al lavoro. Oppure sei tra quelli che l’hanno praticata, che magari hanno raggiunto un buon livello di preparazione e poi però abbandonata perché il momento non era quello giusto, perché c’erano delle difficoltà, dovevi lavorare per pagarti l’università oppure svolgere un’attività sarebbe costato troppo alla tua famiglia. O magari sei una mamma che tra i mille impegni e doveri quotidiani, lascia da parte se stessa per dedicarsi alla famiglia. (...) 
La maggior parte di noi conduce una vita troppo sedentaria perché il fisico non ne risenta. Il corpo umano è strutturato per il movimento. Lo dimostra il fatto che se rimani a lungo nella medesima posizione, ad esempio seduto, dopo un po’ ti accorgerai di avere il bisogno irrefrenabile di stirarti.  Anche il sistema circolatorio funziona in larga misura in base al movimento dei tuoi muscoli, la cui contrazione aiuta a pompare il sangue in direzione del cuore. Praticando questa disciplina, ogni tuo muscolo verrà chiamato in causa ad agire e reagire. Nulla viene trascurato e questo fa sì che tutto il tuo corpo ne beneficerà in diversi modi....>



da <Danzami> la grammatica del movimento - Amazon libri - versione ebook e cartacea

http://www.amazon.com/DANZAMI-Italian-Edition-Roberta-Rotondi-ebook/dp/B00Y877AI6

  

domenica 23 agosto 2015

Guardo l’ora. Le cinque e mezza. Sorrido al pensiero e ne provo sollievo. Tutti i giovedì degli ultimi quindici anni della mia vita, a quest’ora precisa, sono sempre stata in sala prove, alle prese con la prossima sfilata,
a litigare con gli orli e le cerniere, a disperarmi con i tacchi troppo alti e le gonne troppo corte. Ora quei momenti sembrano lontani anni luce. È strano  ritrovarsi qui a casa, libera di fare ciò che voglio, libera di mangiare quello che più mi piace, senza dover sopportare gli isterismi delle colleghe e le loro inquietudini sempre e solo rivolte al tipo di dieta che stavano seguendo.
Faccio un lungo respiro, chiudo la porta e vorrei, anzi meglio, dovrei mettermi a stirare quella montagna di roba che da giorni mi guarda inchiodata nel suo angolino. Monto l’asse da stiro in camera, così metto subito via tutto.
Accendo il ferro e lo riempio d’acqua. Seleziono gli indumenti più urgenti e inizio il mio lavoro tra il vapore e il gradevole profumo di ammorbidente. Non accendo né la tele, né la radio, preferisco godere del silenzio. Dopo circa mezz’ora l’acqua nel ferro da stiro si esaurisce. Sarei quasi tenta di ripristinarla, ma non è che ne abbia  molta voglia. Fisso le foto appese alla parete, ripongo l’ultimo paio di jeans al loro posto e mi siedo sul divano del salotto esausta. Il sole è tramontato e si scorge un velo rosso all’orizzonte che preannuncia l’avvicinarsi delle ombre della sera.
Dall’ultimo piano di questo appartamento vedo bene i tetti delle case, il cielo, perfino un aereo appena decollato che lo attraversa. Presa dalla nostalgia o da chissà quale bisogno, prendo dallo scaffale la scatola rossa ...








da <Allegra: l'amore è una cosa semplice> 




venerdì 7 agosto 2015

         
 Il momento dell’approdo è tra i miei preferiti. La preparazione avviene in modo silenzioso e concitato. L’eccitazione che si vive in questi attimi è palpabile, in un misto crescente di nervosismo e tensione. Il capitano sbarca per primo e tenta di eludere i guardiani della costa. Noi attendiamo che alcuni ufficiali abbiano perlustrato a grandi linee la zona. Una volta individuate le principali fonti di viveri e bottini se ne barattano un po’ scambiandoli in denaro. Al segnale del capitano tocca a noi. Ci confondiamo nella folla, tra gli altri marinai. Più il porto è grande, più l’impresa si fa semplice. Ognuno prende una diversa direzione ma tiene sempre un occhio puntato sul capitano. E’ lui infatti che una volta liquidate le guardie, ci indirizza verso i punti più strategici. E lì ha inizio il saccheggio. È come un gioco, ci si diverte un mondo.
Chi è solo si riempirà le mani e le tasche di piccoli oggetti d’oro, d’argento, pietre preziose, ma anche spezie e stoffe di ogni genere, soprattutto seta. Se alcuni riescono a raggrupparsi porteranno un po’ di tutto. Barili di birra e acqua, galloni di vino o rum, scatole di tabacco, sacchi di carne e di sale. Al contrario di quanto si possa pensare non è un’impresa rischiosa. Talvolta capita che qualche guardia s’accorga che c’è qualcosa di strano, ma il più delle volte sono tonte e distratte. E soprattutto si rivelano essere dei mediocri spadaccini. Personalmente non discuto mai. Non sono bravo con le parole. Al contrario del nostro capitano che ha fatto di questa dote un’ineguagliabile arma di difesa e di raggiro. E così faccio scudo a chiunque mi si pari davanti. Non sempre a costui viene risparmiata la vita.

da <Leggenda di un Pirata> 


martedì 4 agosto 2015

 “Voi ragazzi che vi affacciate alla vita, che vi trovate di fronte a delle scelte, ricordate che non sempre la strada più comoda, quella già spianata, quella che ora può darvi la sicurezza, sia necessariamente quella giusta. Non scegliete per gli altri, ma per voi stessi! La vita è vostra, siete voi gli unici in grado di decidere.  Non temete se le vostre scelte non corrispondono a quello che fanno tutti. Non temete di uscire dagli schemi. La vita non è un tabellone dettagliato con un programma da seguire. La vita va vissuta. E va vissuta a pieno, con gli errori e le sconfitte. Perché gli errori ci saranno comunque, anche se sceglierete la via asfaltata, quella più sicura, perché quella tortuosa non dà

certezze. Fate crollare i muri delle certezze e osate l’impossibile. Superate i vostri limiti, i vostri ostacoli, perché ne trarrete solo una grande gioia e soddisfazione. Questo, cari ragazzi, è quello che vi auguro.”
da: <Il profumo del mio sogno> Amazon ebook 


domenica 2 agosto 2015

 Quando osservi un quadro o un’opera d’arte, sai già che per ottenere quella qualità e bellezza che ce li fanno apprezzare, ci sono voluti anni di studio e di impegno. Ed è proprio lo stesso tipo di qualità che, attraverso la tecnica della danza, mostrerai attraverso il tuo corpo. Il tipo di esercizio connesso alla danza, è adatto a un maggior numero di persone di quanto non lo siano il jogging e il movimento aerobico in generale. Ma al contrario di questi due esempi, gli esercizi della danza aumentano d’intensità progressivamente, rafforzando cuore e polmoni, dando così la possibilità al tuo corpo di abituarsi con le giuste tempistiche. Non solo: la danza è in grado di plasmarti, di modificare il tuo atteggiamento, la scioltezza, la postura, tutti vantaggi che non perderai ma che, una volta acquisiti, rimarranno per sempre. 

da <Danzami> La grammatica del movimento - Amazon - ebook e cartaceo


giovedì 23 luglio 2015

 Ho scelto una canzone che amo: “Strano il mio destino” di Giorgia. Rappresenta il mio inno all’amore. E vorrei cantarla per il mio uomo, l’unico che mi fa sentire felice e innamorata. Trovarmi sola al centro del palco e cantare per lui, consapevole della sua presenza che, dalla prima apertura del sipario, è lì che attende questo momento. Il mio lui immaginario, l’anima gemella che le persone aspettano tutta la vita e che non arriverà mai, perché esiste solo nei sogni. Lo incontro ogni sera, quando attraverso il mio diario, mi rivolgo a lui e gli racconto la mia vita. Qualche volta mi succede di vederlo anche di notte, come è accaduto poco fa in sogno. E mi sono arresa anche a questa realtà. Mi va bene e ho imparato ad accettarla. Nei sogni nessuno ti ferisce, nei sogni non si soffre. I sogni sono come li vuoi tu, come li crei, sono fatti per noi. A volte s’infrangono, è vero. Ma infondo basta crederci anche solo un pochino. Ed io nel corso di questi ultimi anni ci ho creduto davvero molto.
E penso di esserci andata vicina. Di aver sfiorato un sogno, di averlo accarezzato e subito dopo abbandonato. Non conosco le motivazioni. Forse non ero pronta, forse qualcosa è andato storto o, più semplicemente, ne ho avuto paura. E questa paura mi ha condizionata a tal punto da indurmi a fare scelte diverse. Scelte che col tempo mi sono pesate, di cui spesso mi sono pentita. Non è sempre bello dover soffrire per amore e spesso si sceglie la via più semplice, dimenticando ciò che per noi è davvero importante. E io ho dimenticato. Ho dimenticato quel momento. Il momento magico di cantare per lui. Lo sto ancora aspettando. E più il tempo passa, più mi convinco che non arriverà mai.

da "Allegra: l'amore è una cosa semplice" 

venerdì 3 luglio 2015

<... Papà mi parlava spesso dei pirati. Crudeli, feroci e forsennati pirati. Delinquenti! Esclamava indignato ed ogni volta che ne faceva riferimento era sempre per screditarli ai miei occhi. Ma chissà perché, le sue storie su di loro mi hanno sempre affascinata. Spinta dalla curiosità volevo saperne di più e gli ponevo mille domande. Non ho mai visto un vascello pirata, né avevo mai parlato con uno di loro. Infondo, non sembra poi così male. Ma la cosa più strana e curiosa è che la sua presenza non mi causa timore o ribrezzo ma, al contrario, ne sono attratta.
“Pirati” imbarcarmi e dedicarmi alla pirateria dove non esistono regole e si vive alla giornata tra bagordi e scorribande. “Nessun problema, andrà benissimo.” Jack cambia espressione. Ci scrutiamo per qualche istante soppesando le nostre presenze e la situazione creatasi che ha dell’assurdo.

Buio. Quel buio che poco permette di notare particolari nascosti. Di vedere oltre quel corridoio scuro che separa chi ci cammina dall’acqua sottostante. Ne puoi scorgere solo una parte, prima di vederlo inghiottito dalla notte. Ma laggiù il molo non è così solitario ed isolato come può sembrare. Sbuca una mano, poi un braccio che si aggrappa alle assi umide. Una figura spunta da là sotto, silenziosamente. Non si muove, osserva soltanto. Occhi felini che riescono a catturare anche il minimo particolare in quel nero notturno. E laggiù, infondo a quel molo, qualcuno ha visto tutto... >

da "Leggenda di un Pirata> Amazon libri 

giovedì 2 luglio 2015

... e  poi quei rimproveri duri, freddi che oggi mi hanno colpita in modo particolare. Mi hanno fatto sentire una pessima allieva. Una che di certo non si meritava un ruolo importante come quello che le è stato affidato. E poco a poco sento di perdere la fiducia in me stessa. Mi sento triste, imprigionata e l' ottimismo mi abbandona. Il mio ottimismo, al quale mi aggrappo di continuo, per non sentirmi diversa, per darmi sempre una speranza.
E in un momento come questo non poteva non riemergere il mio sogno. Il sogno di andare a Hollywood, che sento ora così lontano, distante anni luce. E lo vedo, come in una bolla di sapone, allontanarsi da me, dai miei desideri. Un sogno troppo grande che non avrei dovuto neanche fare. E quella bolla fragile, trasparente, impalpabile, è arrivata così lontana da non riuscire ormai più a vederla. E nel buio totale eccola esplodere e scomparire per sempre. ...

da "Il profumo del mio sogno" - Amazon Ebook - 

martedì 30 giugno 2015

...Ora prova ad immaginare se domani mattina ti svegliassi con in testa di metterti a scrivere un libro in lingua cinese. Lo faresti? Sì, forse se hai studiato il cinese per anni e sai applicare alla perfezione sia l’alfabeto che la grammatica, potresti anche farcela. Anzi, sicuramente con una buona preparazione puoi scrivere e pubblicare un libro in lingua cinese. Ma è proprio questo il punto: occorre una preparazione adeguata e una base solida su cui appoggiarsi e fare riferimento. L’esperienza verrà col tempo e quando anche questa si consoliderà, sarai davvero in grado di fare tua la lingua cinese.
La stessa cosa vale per il movimento. Se non si conosce la grammatica non si è in grado di scrivere nemmeno un tema in italiano. E allora perché molti pretendono di farlo con il loro corpo?



Nel momento in cui si decide di intraprendere un’attività legata al movimento, occorre farsi delle basi solide su cui il corpo potrà rispondere positivamente, senza soffrirne. Magari non subito, ma potrebbe accadere in futuro. Specialmente se si parla di un’attività legata al ballo e nello specifico, alla danza....

estratto da: DANZAMI la grammatica del movimento - Amazon - ebook e cartaceo



venerdì 26 giugno 2015

In quella città ero come invisibile. Non c’era nessuno che mi ascoltasse, che si prendesse a cuore le mie richieste d’aiuto. Agli occhi degli altri ero solo una straniera che avrebbe dovuto andarsene il più velocemente possibile e senza creare troppo disturbo. Era come se stessi urlando a squarcia gola ma senza emettere il minimo suono. Nessuno si voltava a guardarmi. Pensai che non avrei più rivisto la mia casa, le persone che amavo e che avevo lasciato. Nel momento in cui persi anche l’ultima speranza, sentii una voce alle mie spalle chiamare il mio nome. Mi voltai trovando di fronte un uomo che non conoscevo. Indossava solo un maglione rosso, nonostante il freddo di quella notte. Ebbi l’impressione che, nel vedermi passare impaurita e sola, fosse corso fuori per raggiungermi. Lui pareva conoscermi molto bene. A differenza di tutti gli altri sorrideva e mi rivolgeva la parola.                                                                                   

 “Ti aspettavo.”

Disse semplicemente questo. Ed io mi sentii subito più serena e un forte senso di tranquillità m’invase. Era come se lo conoscessi da sempre. Mi rimase accanto senza chiedermi nulla, come se già sapesse in principio il motivo per cui si trovava lì in quel momento e ciò di cui avevo bisogno, senza dovermelo chiedere. Lasciai che si avvicinasse a me, che mi prendesse tra le sue braccia, avvolgendomi. Fu subito caldo, dolce, complice.
“Non temere, va tutto bene. Ci sono io adesso.” Lo sentii sussurrare.

Aveva un profumo conosciuto. Chiusi gli occhi e piansi dal sollievo e dalla gioia, ringraziandolo di avermi trovata e di essere lì con me in quel momento.

ESTRATTO DA : <Allegra: l'amore è una cosa semplice> 


martedì 23 giugno 2015



 L’erba umida e fredda, il terreno scivoloso, mi fanno capire che niente, assolutamente niente, sarà più come prima. E quasi sorrido al pensiero. Qualsiasi cosa, da questo momento, sarà comunque migliore.
Mi rialzo veloce. Corro. Continuo a correre senza più fiato, affaticata e spaventata. Ho paura. Paura di essere stata in qualche modo sentita. Paura di essere inseguita. Di essere trovata. Corro nella notte, senza una meta precisa. Consapevole che l’istinto mi porterà sempre là. Al mare. Corro nel buio, nel freddo. La luna disegna il profilo delle colline, delle fattorie attorno, le stelle sembrano guardarla, farle compagnia. Le lacrime scorrono sul mio viso.  Gli occhi appannati mi fanno perdere l’equilibrio. La discesa sembra più ripida, scomoda, pericolosa. Devo aver preso il sentiero sbagliato. Scivolo nella poltiglia, nel fango che si è creato dopo due giorni di pioggia battente. Ma non ci penso. Non mi fermo nonostante un improvviso e acuto dolore a una caviglia.
Sì, sono stata felice, credo di aver conosciuto quella sensazione. Una bella sensazione. Poi all’improvviso tutto è cambiato. Ho perduto ciò che avevo di più caro, che non mi verrà mai restituito. Mi appoggio al tronco di un albero col respiro affannato, soffermandomi su quel pensiero che mi spezza il cuore. Con lo sguardo fisso a terra, sul muschio attorno alle radici che fuoriescono dal terreno, sul piccolo cespuglio che ondeggia mosso dal vento, il mio abito sporco, sudicio e i capelli che cadono a ciondoloni attorno al viso. Alzo gli occhi, guardo più in là e finalmente vedo l’inizio di una strada conosciuta.

Lanterne accese in lontananza. Sono vicina alla città ma non è sufficiente, devo andare molto, molto più lontano. Così il rischio di essere ritrovata sarebbe troppo alto. Lontano. Il più lontano possibile. Ma ormai le gambe cedono sempre di più ad ogni passo. Affamata. Priva di forze. Tento di rimanere in piedi e camminare verso quell’ultimo lume acceso. Di una finestra credo. Poi solo buio. Silenzio. E quella luce che si fa sempre più lontana. Irraggiungibile.

da <Leggenda di un Pirata>